The Legend of Zelda

Dopo circa 20 anni, ho completato il primo capitolo di The Legend of Zelda, pubblicato per la storica console di casa Nintendo: Nintendo Entertainment System (conosciuto anche come Famicom in Giappone).
Regalatomi dal mio babbo (che non volle spendere una fortuna per la Play Station 1) nel 1998-1999 circa, insieme ad Ice Climber, Popeye, International Fifa Soccer 97, Streets Gangs e ad una console “compatibile”; The Legend of Zelda fu il primo (o uno dei primi) videogiochi su cui misi i miei polpastrelli paffutelli.

Nintendo che??

Questa misteriosa console compatibile mi ha tratto sempre in inganno per molti anni, tanto da oscurare la fama di Nintendo: Micro Genius (versione IQ701, grazie web!), amore e odio della mia infanzia videoludica.
Clone del succitato NES, il Micro Genius IQ701 era compatibile con la gran parte dei titoli Nintendo e aveva un paio di joypad con pulsanti talmente duri che le mie partite duravano poco più di mezz’ora.. Ricordo ancora con affetto i livelli di F-15 City War, un quadro di un bimbo da incubo in Puzzle, le dispute in spiaggia con Volley Ball e un simil-Tetris chiamato genericamente Poke Block, inoltre aveva lo slot dove inserire le cartucce dei videogiochi.. Fu così che alla fine degli anni ’90 inserii la scintillante cartuccia dorata di The Legend of Zelda..

L’avventura (decennale) inizia!

L’introduzione storica, curata nei dettagli e con la colonna sonora ormai simbolo celeberrimo della saga, mi ha sempre affascinato e ammaliato: la transizione del cielo da “pomeriggio” a “notte” mi stupì molto tanto da volerla replicare in molti progetti multimediali di Power Point scolastici. La melodia solenne mi entrò così in testa che dopo poche settimane l’avrei suonata ad orecchio su una vecchia scanzonata pianola Casio ed ancora oggi è la prima melodia che suono quando ho di fronte tasti neri e bianchi: non ci riesco, non riesco proprio a non suonarla!!

Il gioco mi invitò a premere Start e ad inserire il mio nome, ma era troppo lungo e quindi inserii quello del protagonista, Link. Armato di manuale e mappa cartacea, mi incammino verso una grotta lì poco vicina: così ottenni la mia prima spada! Mi sentii così potente che in quel pomeriggio esplorai molti quadri di gioco e i primi tre dungeons!! Morendo parecchie volte, capii che si poteva salvare solo dopo esser stati sconfitti.. ed infatti salvai spesso!

Ricordo che in quegli anni riuscii a superare con difficoltà, dopo molte settimane pregne di tentativi, il quarto livello (Gleeok maledetto!) e riuscii ad arrivare fino all’ottavo e penultimo livello (di nuovo Gleeok, maledetto!!) e sapevo dove fosse il nono ed ultimo livello, quello che io chiamavo il “Covo di Ganon”: quando non riuscivo a superare un dungeon, me ne andavo in giro ad esplorare il vasto mondo di Hyrule scoprendo e ottendendo la Magical Sword, che soddisfazione!!

20 anni dopo, perchè?

The Legend of Zelda l’ho amato e abbandonato non tanto per il gioco in sé, ma credo per le regole ferree dei miei genitori in campo videoludico, regole che non mi consentivano di esplorare in tempo utile l’ottavo e il mai esplorato nono livello. Questo mi portò a ripetere molte volte il gioco da zero acquisendo sempre più esperienza e celerità nei primi 7 livelli e ricordare quasi perfettamente tutti i luoghi segreti presenti in Hyrule.
Ricordo che una volta inserii il nome di Zelda come nome giocatore.. Non sapevo che inserendo quel nome, si potesse aver accesso ad un secondo mondo Hyrule, un mondo uguale al primo ma con gli oggetti posizionati in maniera differente: lasciai perdere perché non potevo lasciare qualcosa in sospeso per affrontare qualcos’altro.
A malincuore, abbandonai The Legend of Zelda, ripromettendomi che un giorno l’avrei rigiocato e finito: conservai tutte le cartucce, la console tarocca e i cavi. Ma la memoria di un adolescente fa spesso cilecca e quella cartuccia dorata fu sepolta dalla polvere per molti anni, quella di Braccio di Ferro e di International Fifa Soccer 97 andarono perse così come l’alimentatore e i cavetti.. Crescendo assisto all’approdo più massiccio dei personal computer in casa e dell’avvento dell’ADSL, di Internet: credi che questo avrebbe fatto risvegliare la voglia di rigiocare a Zelda?

No, anche perchè ai tempi giocavo sul PC. L’accesso ad Internet era per i più abbienti (all’epoca la mia famiglia era abbastanza benestante, come molte altre in quel periodo fiorente) e non avevo mai immaginato che nel web si fossero riuniti appassionati di videogames nei vari siti e forum anche perchè ero uno dei pochi della mia scuola ad avere una console NES o simil-NES e per di più ad avere la cartuccia della prima avventura di Link, qundi pensavo erroneamente di essere uno dei pochi. Passarono molti altri anni, conquistai la maturità e finalmente ebbi uno spazio tutto mio dove poter lasciare in pace e in bella mostra i miei cimeli videoludici. Credi che basti esporre la cartuccia dorata per riprendere in mano Zelda? Giammai!

Ricordo che ai tempi volevo rigiocarlo con lo stesso spirito dei tempi che furono, ma nulla poteva farmi tornare indietro quegli anni.. Quindi procrastinai ancora.. Ancora.. Ancora ed ancora..

The Legend of Zelda era lì in bella mostra, spenta, non giocata, spolverata di tanto in tanto.. Ma sempre lì, immobile, in attesa di un giocatore che concludesse quella lunghissima partita iniziata decenni prima. Navigando per il web, qualcosa mi colpì, non ricordo cosa, ma era una pubblicità o un articolo di un nuovo capitolo della saga di Zelda.

Saga? Zelda?

Con gran stupore e con l’ereditata ingenuità di quel decennio, scoprii che non furono scritti due capitoli videoludici di Zelda, ma molti di più! La voglia di scoprire cosa fosse successo dopo aver sconfitto Ganon era ed è tutt’oggi grande. Avrei potuto leggerne la storia, ma poi avrei perso il gusto della sorpresa: devo riprendere assolutamente il primo capitolo e concluderlo.

Fu proprio così. Senza scendere nei particolari pratico-tecnici, prendo in mano quella bellissima cartuccia dorata, la inserisco, arrivo all’ottavo livello, uccido il Gleeok a quattro teste **aggiungendo varie imprecazioni vittoriose a piacimento** e affronto l’ultimo livello: la Montagna della Morte, peccato che in quella cima morì Ganon, FINALMENTE! Quasi da non crederci, dopo venti anni ho completato la mia prima avventura videoludica. Ora non mi resta altro che continuare con Zelda II: The Adventure of Link!

L’avventura continua..

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